Overlove di Alessandra Minervini

Mi sono tuffata in Overlove sicura che sarei stata investita da un’ondata di Amore.
Ma Overlove va molto oltre l’Amore.

L’amore è la genesi, la pena e il nutrimento, l’afflato imprescindibile che muove le esistenze. Ma nella trama fitta dell’amore, si infila soprattutto la Vita che prende i volti e le storie di una sfilacciata umanità.

Prima, dopo, oltre Anna e Carmine, Bowie e Blondie, Ninni, Massimo, Mario, Nino Campagna, Marino, Amalia, Natascia, Carla, persino il volto televisivo di Margaret Mitchell, che entra di diritto a riparare una solitudine devastante e a elargire insegnamenti di vita.

È generosa la narrazione.
Alessandra Minervini porta rispetto e non lesina su quei volti e su quelle vite. I corpi possiamo vederli, con quegli occhi troppo tondi e troppo vicini, quel mento sodo, le guance dritte, l’addome snello e il sorriso immortale, il corpo sodo e le cicatrici e poi i nasi, invadenti, prosperosi, storti , grossi e lunghi. Arcaici organi di senso legati all’istinto animale.

È ipertrofica la narrazione.
Man mano che si procede, quel microcosmo di personaggi si espande e si avvinghia intorno a un sentimento comune, la mancanza.
“Se non ti manca mai niente, non sei mai felice”
“Siamo quello che rimane da ciò che manca”
Ognuno dei personaggi che abitano Overlove soffre il senso di una mancanza che diventa per antinomia il senso di un eccesso, l’eccesso di amore.

“I ricordi di lei erano farfalle che ronzano intorno alla lampadina – inesistenti – e una volta raggiunta la luce si elettrizzano e muoiono. Ma muoiono felici e innamorate. Simili ai bambini che non conoscono l’amore, non sanno di provarlo, fino a quando non diventano grandi e lo perdono. La mancanza che nutre l’amore.”

È macrocosmica la narrazione.
La geografia di Overlove è evocativa, i luoghi generano stati d’animo, suggestioni, condizionamenti. È la Puglia il sottofondo, con la sua bellezza, i suoi vezzi e le sue inquietudini. Ma il confine geografico segue quello della Vita che, per provare a sopravvivere, riparte dall’inizio, da un gesto d’amore. Riparte dalla California, da un tornado, dalla devastazione, dagli animali, da un pavone, da Tess.

“Uno pensa ai problemi, alle donne, alle bollette, ai figli, alle canzoni e alla pioggia. Poi arriva questa immensità e finisce tutto”.

L’invasione di un mondo più grande e disperato in un paesaggio minimo di sentimenti familiari esplosivi e deliranti, ricorda un bellissimo passaggio di Jonathan Safran Foer,  del suo “Eccomi”, il dialogo-confessione notturno tra Jacob e il cugino Tamir in cui le voci si sovrappongono alle mute immagini televisive dello stato di Israele devastato dal terremoto e da un conflitto incombente, e che fa da sintesi, in un susseguirsi di battute concitate, surreali e intime, ai temi del romanzo.

E dunque Overlove è un romanzo di Vita.
Perché mentre si ama il mondo non smette di respirarti addosso.

E Alessandra Minervini racconta la Vita con una sorprendente ricchezza narrativa, regalando immagini e figure dense di pura umanità, con un linguaggio preciso, epigrafico e poetico al tempo stesso, con lo sguardo malinconico e lucido di chi non ha paura di guardare i sentimenti nelle sue prismatiche gradazioni.

Overlove
di Alessandra Minervini
Ed. LiberAria

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.